pacifiche invasioni di pece

a M. che si copre gli occhi

come a dire che ti avrei guardato
anche senza occhi, qualora non ne avessi avuti
con la fissità di chi arriva fino in fondo solo
incurvando i palmi per raccogliere un ricordo

dovevo portarti lontano, ovunque fosse
e difendere la chiusura delle fibbie, i due lembi
incatenati. soffermarmi senza tempo, come chiodo
a riempire vuoti di silenzio. cercavo

un’invasione di pace, espandendo la mia pece
in tutto quell’azzurro. e non era petrolio
che sporcava l’acqua, ma solo la notte
che scava il vero dove la luce lo nasconde

 agosto 2010
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2 risposte a pacifiche invasioni di pece

  1. ecatmel ha detto:

    ci sono poesie come questa che quando le rileggo riprovo un’emozione nuova, hanno quel qualcosa che le rende vive, che ci rende desti…

  2. rob ha detto:

    perchè il vuoto fa paura per quanto è macilento e smilzo, ma si può sempre riempire d’altro senso e scavarci dentro non corrisponde ad uno svuotamento.
    felice di destarti, dunque… 🙂

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