Lettera del presente alle vite nuove

Il liceo si vende, sai
e l’asta dei silenzi parte da tre milioni
I gradini sono parcheggi, le parole
sotto le ruote non si stendono
Ad averceli, ci girerei solo
per liberare quei fruscii
dalle tue spille da balia

Ma noi non eravamo fatte
di volti maldestramente incollati
sugli annuari, né di spiccioli
per sigarette comprate sfuse, del loro bruciare
dissolversi in volute tremolanti
Piuttosto come San Domenico e la sua piazza
ancora lì, nell’immutare splendido della storia
o come Mozart: Alto
a rintracciare passaggi furtivi e cavalcate
di confidenze appannate nei sing me to sleep di un treno

Tutto, tutto quanto Ilaria
nel fluire di percorsi troppo sghembi
ci riporta alle vicinanze
alle mani fotocopiate e ai bracciali
alla consapevolezza dei miracoli
e questo imbrattare furibondo
assume la forma della mia voce, si spezza

-prima non credevamo-

Guardami ora, come ti guardo
e come luccica, come risuona
l’inchiostro sulle mie palpebre nuove
tra le tue dita
nei tuoi seni gravidi

febbraio 2010
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2 risposte a Lettera del presente alle vite nuove

  1. Leda ha detto:

    Che bello avere scoperto questo spazio! E anche un po’ di nostalgia vedendo i book delle Betulle. Ripasserò di certo a trovarti. Ti lascio un abbraccio forte, forte. :*

  2. rob ha detto:

    quando vuoi… :*

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