stati di malinconica ebbrezza

appena si alza un calice di vino
sollecita scalate verso punti di fuga
la lontananza che si schiaccia sul fondo
ancora solo un punto
 
a guardarlo si direbbe fasico
come le intermittenze di una 40 watt
in via di guarigione o d’una stella
che richiama l’attenzione
 
t’è mai parso che lampeggino
dalle loro altezze irraggiungibili?
io da piccola pensavo fosse
un avvertimento per dirmi che cadeva /il preparativo
restavo lì aspettando che sciasse
col desiderio sulla punta dell’indice
 
ora s’atterra invece in stato d’ebbrezza
e sembra di nuotare –meglio- volare
incontro alla prossima eclissi di luna
 

giugno 2011
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Questa voce è stata pubblicata in 2011, introspezione, le mie poesie. Contrassegna il permalink.

Una risposta a stati di malinconica ebbrezza

  1. Corripio ha detto:

    Una viaggio questa malinconia. Un viaggio che scava in altri pensieri/ricordi appena malinconici, come il sogno di vedere finalmente la scia di quella stella dai colori cangianti, nell’intermittenza che sembrava un segnale, sì: è vero. I nuovi sogni hanno, e sono, altri punti di fuga. Nella chiusa c’è un senso di maturità, ma non di rassegnazione, perché se non è una stella a chiamare l’attenzione è un’eclissi lunare. Dovrei rileggerla per entrare meglio e gustare le altre sfumature (l’ebbrezza ed il calice di vino appena alzato) e le diverse letture (lo farò). Ha sempre una delicata potenza la tua scrittura, e una notevole sensibiltà poetica. Piaciuta tantissimo. Grazie Rob

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