controluce e d’intorni

il controluce dà sempre l’impressione
d’una cosa morta: il fiore appassito
in ombra, il salice che raccoglie la pioggia
ai piedi nudi. ma tutto ragiona
in esse di intestini come radici
che crescono nel grembo

allora mi ricordo il rosa intenso
che si espande in seguito al diluvio
il raddrizzarsi delle ossa –petali
di margherite scartocciate- lo stagliarsi
d’alberi dal fondo del bulbo
oculare come mani e rune

giugno 2011

 

 

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Questa voce è stata pubblicata in 2011, le mie poesie. Contrassegna il permalink.

3 risposte a controluce e d’intorni

  1. anna ha detto:

    è meravigliosa. Potenta.
    Meravigliosa.

    Ti abbraccio,
    Anna

  2. anna ha detto:

    errata corrige:
    PotentE

    🙂

  3. ecatmel ha detto:

    la rileggo e mi piace sempre di più, ha un grembo di immensa vitalità, questa tua poesia..

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