bianco

 

leggerti nelle coordinate di viaggio codificata
sulle carte nautiche è ripercorrere strade
di sensi incompiuti nel filo della tua bocca
tra labbro e labbro la sosta “che bell’ inganno
sei anima mia che solitudine che bella
compagnia” mentre la notte s’affolla
nel nero aperto dei tuoi mari -ammainare vele
sperare di cadere.
_____________dimmi se non è amore
tentare sottovento il centro del triangolo
farsi inghiottire da Atlantide; caso mai
cerca un nome più giusto ed io continuerò
a chiamarlo bianco come un albume come
il mistero dell’acqua come i pieni
della pietra pomice, la fiducia di un cieco

 

* anime salve – fabrizio de andrè
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