Ab – braccio (una poesia di Anna Ruotolo)

 

Finora non avevo mai usato questo spazio per portare all’attenzione testi non miei, ma certe volte ci sono letture che arrivano nel preciso istante in cui ne hai bisogno, come se lo sapessero, se avessero una calamita per anime. A me ieri sera è arrivato un abbraccio e l’ho accolto come si fa con un amico lontanto. È stata una poesia di Anna Ruotolo che voglio conservare qui e farvi leggere.
La mia oggettività nel commento a seguire sarà assolutamente discutibile, in quanto le riflessioni poetiche di Anna mi catturano da sempre, insieme al suo sorriso placido e così rasserenante, ma sarete voi, eventualmente, a mettere in discussione le mie conclusioni e a stroncare i miei entusiasmi dopo averla letta.

 

Ab – braccio

Com’è penosa, a volte
la formula dell’abbracciare
e circondare tutto l’abbracciabile
di sé e del proprio polmone accostato,

del primo confine del proprio corpo
l’altro corpo
e tenerlo a sé,
tirarlo come da un altro capo, imbandire
una città di benvenuto.

Tutto chiude, l’abbraccio
«chiuditi attorno», dice
«atterra dentro quel che sono»
sembra dire ed invitare.

Poi, invece, basti pensare
al ab-braccio – (dal braccio)
e che da lui venga qualcosa di continuo,
prolunga, passeggio e quasi eternità
lucciola e lanterna per mestiere del dono,
faro lungo, faro breve.
E allora, forse, si ritorna alla sua casa
come una volta che ci manca tanto,
così, senza freno e senza progetto
all’improvviso
come al principio di tutto
per dire: sono qui.
Di nuovo.

 

Anna Ruotolo (un inedito)

_

Le poesie di Anna sono spesso riflessioni filosofiche che si incentrano sui gesti e le ritualità quotidiane, sono un sostare ai margini della realtà, mettersi ad osservare quello che accade da una finestra e trovare, per ciascun gesto, un significato nuovo. Spesso la riflessione parte dalla etimologia della parola per arrivare al suo campo semantico anche attraverso scomposizioni che ne rivelano i possibili significati diversi dal consueto ed è un modo di trattare la lingua che mi piace, poiché ne porge sempre nuove sfumature. Anche qui la riflessione parte dalla radice latina della parola “abbraccio”, dalla sua scomposizione nella preposizione e nel suo sostantivo: ab-braccio / dal braccio.  Solo così è possibile un cambio di prospettiva sul suo significato.
L’abbraccio è, per me, un gesto ossimorico di espansione ed accoglienza. Un gesto circolare che, al pari di una goccia in uno specchio d’acqua, si allarga in ogni direzione senza perdere la sua caratteristica di circondare il nucleo, di proteggerlo sempre e di portare la sua energia sempre più lontana. E anche nella poesia di Anna questa riflessione si fa sentire, mettendo in luce le due modalità di abbraccio, le due formule, l’una che racchiude, l’altra che si apre, una che afferra l’afferrabile, l’altra che si spinge e diventa partenza e poi ritorno. Un’estensione del braccio come direzione e luce, dove il gesto diviene dono e scambio e più giustamente ponte: “che da lui venga qualcosa di continuo, prolunga, passeggio e quasi eternità” poiché in quel gesto si sospende il tempo, restando fermi nel passaggio energetico e sentimentale dall’uno all’altro braccio, quasi vi fluisca il nostro stesso sangue.
Pur definendo “penosa” la formula della chiusura, mettendo in risalto la natura possessiva che, talvolta, appartiene a chi abbraccia, nella poesia è evidente che la natura di accoglienza di questo gesto non viene rinnegata né considerata opprimente se è come “imbandire/ una città di benvenuto” e se l’abbraccio  pare dire «atterra dentro quel che sono», nell’offerta di se stessi –interi e nudi- pòrta all’altro ed è per questo che mi sembra che, nella prima e nella seconda parte, vengano messe in evidenza le due figure del donante e ricevente che poi, in un equilibrio dinamico, si scambiano i ruoli vicendevolmente e li vivono in contemporanea.
In sostanza, Anna sembra suggerirci la strada dello sconfinare attraversando la membrana sottile dei corpi per approdare nella casa del sentimento che non appartiene all’uno o all’altro ma ad uno spazio comune d’anima in cui si torna senza progettualità ma per puro istinto e desiderio.
Per leggere altro di lei c’è il suo sito personale
http://www.annaruotolo.it

 

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3 risposte a Ab – braccio (una poesia di Anna Ruotolo)

  1. anna ruotolo ha detto:

    ti ringrazio di cuore. Di tutto.

    anna r.

  2. ciprea ha detto:

    una bella poesia, molto ben valorizzata dalla tua attenta lettura. grazie.

  3. 00chicca00 ha detto:

    sì davvero dei bei versi, mi sembra di conoscerla Anna da altri lidi!
    chicca

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