transizioni – parte1

I
se sarà gennaio di scope nuove
le eriche intagliate per le pipe, ci apriremo
spaccandoci come melograni, tra le scorze dure arancio
e piogge rosse di organismi extraterrestri
vedremo luci anomale per strada
di Natali agonizzanti di speranze
un indice si illumina nel buio e le partenze
___________piste di decollo coi bottoni
i cerchi aperti/le dissoluzioni
II
se scivola acquazzoni e le falangi
sembrano tegole di vetro, grondaie
a raccogliere desideri dell’ultimo del mese,
rimane compimento dell’inverno
febbraio, così corto, con la febbre delle utopie
pronte a esplodere negli schizzi azzurri
del rosmarino che profuma le finestre
attacchiamoci -allora- alla cima di un frusciare
una carrozza ci porterà lontano dal bianco
delle nevi, nel rinverdire dei sassi, nelle sabbie
lievi, ai rimessaggi che trasudano catrame
e hai macchie nere in viso, residui
di un carnevale strascicato
così se ne andrà (o ce ne andremo noi)
deposto lo sferruzzare di lane nei cassetti
febbraio con le luci accese delle cinque e orizzonti
rannicchiati sulle nocche
III
mi chiedo se basterà ritagliare angoli di tempo
alle guance, per non balbettare più di croci
in questo marzo di compleanni arrivati troppo in fretta
tu mi guardi
puoi dedurre sedimenti e l’undici s’affanna
di rincorse storpie, come quei bambini con una gamba sola
e le mutilazioni delle molotov, i campi minati
dove sono finiti i prati. incontaminati. le mutazioni
appese alle finestre di giorni lunghi. destinati alle cancrene
sono i miei pensieri grigi e non ritrovo scampoli
offrimi un bicchiere e l’assenzio cancellerà ogni colpa
ogni dimenticanza, le betulle in cima, mentre disegnano il profilo delle Ande
s’allungano a raschiare appena un po’ d’azzurro. l e n t e z z a
che mi uccide
IV
sarà un giro d’occhi o di pianeti a ristabilire il fulcro
di ogni circostanza, le riappacificazioni (per voli oltre la polvere)
e noi che siamo fiamme d’acqua, svaporiamo
sulle piume dei gabbiani, risaliamo il mare
per incoronare il giallo col candore delle calle
infondo, è proprio tutto qui a portata d’occhi
come l’ombra sottile che dai rami d’erica ci risale i piedi
è tutto nella radice che cresce nascosta e poi
rompe il silenzio
______________un germoglio
un affanno,    un dolore,    l’ a p r i r e
V
poi un giorno arriva quel tepore
a g r a p p o l i d i g l i c i n e
e sai di maggio coi fioretti sulla lingua
che un poco pungono e un po’ sono sacrifici
_______________dolci a mo’ di mamma
lo vedi in una rosa antica e s g r a n i tra le dita
corone profumate di ricordi
è arrivato maggio, arriverà
l’estate che hai cercato mesi
VI
Non basta riportarti in grembo
equiparare giorno e notte nelle note spente
della luna. le maniche corte e quel bacio
sfuggito tra una parola e un fremito
che voleva dire eterna rete
ragnatela rossa di speranze e titubanze
tutto passa – tutto se ne va e si resta
a mani vuote
in quei palmi avevo letto il mio destino
(le strade – anche sui palmi – cambiano
o mentono, a volte)
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