Forse mi accalcherò

Forse mi accalcherò- foglia gialla
sulle altre- sotto l’albero
per scoprire cosa succede mentre si ritorna terra.
Una traspirazione di anime, l’allontanarsi
dal corpo che non serve più, mentre
Novembre incerto sta per arrivare
e le tue parole si fanno rade.

Ho barche disegnate infondo agli occhi
abbandonate sopra l’arenile, sembrano stanche
disfatte nella noia. Le onde come sogni contro
la scogliera l’ unico suono, l’unica compagnia.
La paura, più che l’abbandono, scrive per me
nella luce zoppicante della prima sera.
Il picciolo è rimasto più a lungo a sorreggere lo scheletro, ora
fibra delicata, trama dalle mille fessure
crepitare di vetri sulla forma dell’infinito.

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