E come lo dici questo soffio
che mi raffredda sotto le lenzuola
questo frugare il gelo dei pettirossi
nella macchia di sangue e cuore
io lo dico facile, con la parola
da non pronunciare una promessa
silenziosa, una goccia
di sale. perché le mancanze partono
dai treni come passeggeri qualunque
e lasciano polvere sotto al divano
dei mille film ancora da vedere
lo dico semplice, senza un addio
perché sei il tu di ogni mio verso, il male
all’inverso, la buccia dell’uva, la goccia
del vino marittimo. La curva di legno
del dondolo di mia madre che sembra
un capriccio spigliato. Lo dico in silenzio
ma voglio che leggi il braille sul mutismo
dei polpastrelli nudi. Non parlo e tu senti
non guardo e tu vedi non dormo e tu
sogni. si fa presto a promettere
mantenere è il lusso di chi
ha molto coraggio. lo cerco a tentoni.

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